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Preda e predatore?

1024.jpgLa fotografia è fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione. Spero mi passiate questa battuta presa in prestito dal film “Amici miei“, perché ben si adatta a certi scatti che non possono che essere definiti unici, frutto di una serie di eventi favorevoli e irripetibili. Prendete per esempio questa foto. Evidentemente il secondo pennuto non deve considerare l’aquila come una minaccia, altrimenti non si spiega un quadretto così calmo e tranquillo. Una cosa è certa: l’occasione per uno scatto simile capita molto di rado ed è grazie alla bravura del fotografo che il risultato sia così appagante per la vista. La maestosità, la fierezza e lo sguardo da dominatore dell’aquila, contrastano con la tranquillità dell’altro uccello il tutto mentre i due pennuti sembrano guardarsi negli occhi, quasi studiandosi a vicenda. Probabilmente la domanda più banale è: come ottenere uno scatto simile? Semplice (si fa per dire). Bisogna trovarsi nel posto giusto al momento giusto, avendo tanta pazienza e spirito d’osservazione.

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Autofocus? No grazie!

Lente d’ingrandimentoIl titolo sembra un’assurdità, eppure a quanto pare l’autofocus sulle fotocamere reflex non è così affidabile come possa sembrare. In effetti mi sono sempre chiesto se sia così fondamentale affidarsi all’elettronica oppure fidarsi del nostro occhio per la messa a fuoco dell’immagine. Per fortuna qualcuno ha chiarito questo dubbio facendo qualche test da cui è emersa una certa imprecisione dell’autofocus. A scriverlo è Darwin Wiggett su Nature Photographers. Durante un semplice test di alcune ottiche, il fotografo ha notato alcuni elementi non proprio convincenti riguardo l’autofocus. Scattando due foto di uno stesso soggetto con e senza autofocus, a parità di ottiche e impostazioni tutte le immagini riprese con autofocus sono risultate essere abbastanza sfocate. Il difetto lo si nota andando ad ingrandire un dettaglio della foto e a giudicare dalle immagini presenti nell’articolo, questo risulta essere molto evidente. La conclusione non può essere che una: evitate l’autofocus e fidatevi del vostro occhio.

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L’arte di fotografare il cibo

Fotografare il cibo non è difficile seguendo alcune semplici regoleIl cibo non si assapora con il solo gusto, ma anche con lo sguardo. La presentazione di una pietanza riveste un’importanza strategica di certo non sottovalutata dai grandi cuochi. Immortalare nella propria mente l’immagine di un bel piatto ben composto è facile, ma lo è molto meno quando si tratta di fotografare una pietanza. Ottenere una foto perfetta, che sia interessante e piacevole alla vista non è difficile, basta non incorrere in alcuni errori banali. Photojojo ha dedicato a questo argomento una breve guida in 10 punti, mettendo in risalto gli elementi su cui concentrarsi e gli errori da evitare. Possiamo riassumere le regole principali da ricordare partendo dall’illuminazione che deve essere molto curata. Bisogna resistere alla tentazione di usare il flash che con la sua luce intensa rovinerebbe qualsiasi foto. Per un buon risultato basterebbe anche la luce naturale diffusa da una finestra. Inoltre la composizione dell’immagine deve essere curata, quindi niente tovaglie sgargianti o con motivi che possano distogliere lo sguardo dal soggetto principale che rimane il cibo. Uno sfondo uniforme di un colore che contrasti con il soggetto sarebbe perfetto. Attenzione poi al bilanciamento dei colori, le predominanti cromatiche potrebbero falsare i colori dando le sembianze di cibo avariato a delle ottime pietanze. Un altro consiglio è quello di sfruttare la funzionalità macro della fotocamera per avvicinarsi sempre più alla pietanza per mettere in risalto i dettagli salienti. Per concentrare l’attenzione sul soggetto, è importante spalancare al massimo il diaframma per ridurre la profondità di campo così da escludere lo sfondo. Infine ricordate di scattare, scattare e ancora scattare. Fate tante foto, con diverse impostazioni e angolazioni. Avendo a disposizione un’ampia scelta di immagini, sarà più facile ottenere delle foto che facciano la differenza.

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Un filmato lungo 987 Polaroid

Molti di voi avranno visto film come Robocop, King Kong (quello degli anni ‘30) o i più recenti “La sposa cadavere” e “Nightmare Before Christmas“. Questi titoli sono accomunati da un elemento, ovvero la tecnica utilizzata per l’animazione di alcuni personaggi (il gorillone di King Kong e i robottoni della OCP in Robocop) o dell’intero film (”La sposa cadavere” e “Nightmare Before Christmas”). Questa tecnica prende il nome di “stop motion“. Per realizzare un filmato o un’animazione, non si fa altro che costruire la sequenza fotogramma per fotogramma, componendola quindi di tante immagini statiche. In pratica avviene più o meno la stessa lavorazione di un cartone animato, solo che al posto di disegni ci sono oggetti reali. Realizzare un filmato con questa tecnica è alla portata di tutti, oggi basta una fotocamera digitale e un software adatto allo scopo per ottenere validi risultati. Per realizzare qualcosa di molto carino, servono anche una capacità e una fantasia fuori dall’ordinario. E’ questo il caso del filmato qui sotto scovato su YouTube. L’ho scelto perché oltre ad essere molto ben fatto, è anche stato creato mediante l’uso di ben 987 istantanee Polaroid, marchio di cui abbiamo parlato più volte su questo blog.

Se vi piace l’idea, provate a cimentarvi anche voi!!

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Alba o tramonto, su National Geographics è spettacolo

La pagina con la raccolta di foto sul sito di National GeographicsDi sicuro i soggetti fotografici più ricercati e apprezzati anche su Web sono le immagini di un tramonto o di un’alba in una cornice naturalistica, per esempio una spiaggia, un bosco, un lago o un fiume. National Geographics lo sa, ed è per questo che ha pubblicato una piccola ma preziosa collezione di foto di albe e tramonti sul suo sito, rendendole disponibili anche nel formato per il Desktop del computer. Non perdetevi le altre collezioni accessibili dalle stesse pagine nella sezione Related Features, sono altrettanto spettacolari!

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Istantanee di un fallimento

Una delle immagini di errori spettacolariSappiamo tutti quant’è difficile cogliere un istante significativo e racchiuderlo dentro uno scatto fotografico, quindi sicuramente ci sarà chi apprezza questa carrellata di istantanee che racchiudono l’essenza di una serie di errori spettacolari. Una rassegna veramente originale che, come sempre, ci arriva grazie alla fantastica capillarità e interazione che solo la Rete delle Reti permette. Ma bando alle ciance: se un’immagine vale più di mille parole, le immagini che vedrete in questo elenco di tragici errori ne valgono miliardi!

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Un ‘giro’ virtuale a Times Square, New York (audio compreso)

Un fotogramma del QTVR di Times Square, New YorkPotenza della fotografia, della tecnologia QTVR e dell’ingrediente sonoro: provate a collegarvi a questo ‘panorama‘ e giratevi intorno mentre siete collocati virtualmente nella famosa Times Square di New York. L’effetto di movimento con cui sono state fotografate le persone accentua l’esperienza immersiva e la risoluzione e completezza delle immagini usate per comporre il panorama 3D rende benissimo anche sui più ampi schermi LCD, cosa che non accadeva con QTVR realizzati in precedenza. Provare per credere!

Per approfondire e guardare altri esempi: Galleria Ufficiale QuickTimeVR di Apple

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QTVR: quando la fotografia diventa esplorazione virtuale

ArtefedemappaIl QTVR (dove QT sta per QuickTime e VR per Virtual Reality) è una tecnologia ormai affermata, nonostante in molti abbiano tentato di usurparne il trono nel corso degli anni. Sarà merito delle sue origini (Apple ha saputo creare e imporre molti standard di successo) oppure della sua efficacia, fatto sta che ci si imbatte di tanto in tanto in qualche progetto fotografico di ‘esplorazione virtuale’ che vale la pena di conoscere. Uno di questi è legato al progetto del portale ArteFede e porta la firma del bravissimo Domenico Perrone, che sul suo blog segnala spesso novità e sperimentazioni relative al QTVR, una tecnologia da cui trae sempre nuovi stimoli per la sua passione fotografica e artistico-religiosa. Uno degli ultimi post ha come argomento il formato ‘cubico‘ del QTVR, che rispetto a quello ‘cilindrico‘ permette un’esplorazione virtuale anche in verticale oltre che in orizzontale, con un effetto ancora più realistico. Per le sue riprese Domenico (Mimmo per gli amici) utilizza una Canon EOS 400D e varie ottiche Canon in abbinamento a due ottiche della stessa casa e un Bogen 303 QTVR Pano Head di Manfrotto. Se volete saperne di più visitate il suo blog e, ovviamente, lasciate pure qualche commento per i suoi splendidi lavori. E naturalmente fate un giro sul portale ArteFede per scoprire le meraviglie artistiche delle chiese delle bellissime chiese di Lecce, chissà che non vi venga voglia di visitarle di persona!

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Immagini estive perfette con il filtro polarizzatore

FiltropolarizzatoreL’estate è la stagione ideale per scattare fotografie all’aperto, e in particolare per catturare le tante sfumature azzurre e blu che il cielo ci mostra nelle belle giornate. Sfortunatamente, però, la volta celeste è anche uno dei soggetti, assieme al mare, più riflettenti. La luce infatti potrebbe giocare brutti scherzi all’ignaro fotografo, ma in questi frangenti ci viene incontro uno strumento interessante: il filtro polarizzatore. Questa lente è in grado di filtrare la luce ed eliminare la foschia presente nell’aria (il pulviscolo atmosferico) che inganna l’obiettivo e sbiadisce le tinte forti del cielo. Non a caso lo stesso filtro può essere utilizzato per ridurre i riflessi di luce sulle onde del mare. Praticamente perfetto per scattare foto panoramiche, il polarizzatore circolare (quello lineare è meno utilizzato da quando in commercio esistono obiettivi dotati di auto-focus) può essere utilizzato per donare maggiore profondità ai colori come l’azzurro e il blu e per saturare meglio le immagini. Non si tratta, però di un filtro universale, infatti ve ne sono di varie dimensioni adattabili ai vari tipi di obiettivo. Il nostro consiglio è di acquistare il filtro adatto agli obiettivi per foto panoramiche, come un grandangolare. State già setacciando il Web per scoprire dove poterlo acquistare? Come sempre vengono in aiuto le pagine di eBay.

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Foto artistiche con la luce

Disegni_di_luceUna stanza buia, alcune fonti luminose, una fotocamera digitale, otturatore aperto e una buona dose di fantasia. Bastano pochi accorgimenti per creare giochi di luce davvero interessanti e realizzare composizioni fotografiche di grande effetto. Alcuni scatti degni di nota da cui prendere spunto li trovate su questa pagina di Flickr. Questi estrosi giovanotti hanno realizzato alcune immagini suggestive facendo ruotare giocattoli dotati di led luminosi in una stanza completamente buia. L’effetto multicolore si può ottenere con qualsiasi fonte luminosa; per esempio con le luci del vostro albero di Natale, oppure una candela accesa, dipende molto dal risultato che volete ottenere. Alcuni spunti interessanti, per affinare la tecnica, potete trovarli sulle pagne di AIRC (Adorama Imaging Resource Center). Dimenticavo, eccovi il sito degli Ediblelight , i simpaticoni che hanno realizzato anche la foto che accompagna questo articolo.

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  • Manfry: Per l'occhio miope esistono le lenti a contatto. :-P O in alternativa delle lentine di correzione diottrica.
  • Koralyn: oddio, ma questo è un vero dramma: se mi devo affidare solo al mio occhio miope non ne esco viva... e anche...
  • Latente: Sul mio Blog ho scritto un articolo su come affrontare il canto del cigno della polaroid :)...

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