Preda e predatore?
La fotografia è fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione. Spero mi passiate questa battuta presa in prestito dal film “Amici miei“, perché ben si adatta a certi scatti che non possono che essere definiti unici, frutto di una serie di eventi favorevoli e irripetibili. Prendete per esempio questa foto. Evidentemente il secondo pennuto non deve considerare l’aquila come una minaccia, altrimenti non si spiega un quadretto così calmo e tranquillo. Una cosa è certa: l’occasione per uno scatto simile capita molto di rado ed è grazie alla bravura del fotografo che il risultato sia così appagante per la vista. La maestosità, la fierezza e lo sguardo da dominatore dell’aquila, contrastano con la tranquillità dell’altro uccello il tutto mentre i due pennuti sembrano guardarsi negli occhi, quasi studiandosi a vicenda. Probabilmente la domanda più banale è: come ottenere uno scatto simile? Semplice (si fa per dire). Bisogna trovarsi nel posto giusto al momento giusto, avendo tanta pazienza e spirito d’osservazione.