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Elefanti fotografi?

Elefanti fotografi: qualche inesattezza nella descrizioneSu Repubblica.it vengono mostrate spesso gallerie di immagini che sono molto interessanti. Purtroppo è capitato che le descrizioni contenessero inesattezze, come ho avuto modo di documentare anche in passato sul mio blog. Oggi mostrano una galleria in cui affermano che siano gli elefanti gli autori delle immagini, grazie a fantomatiche webcam installate nella proboscide. Questa affermazione è semplicemente ridicola per diversi motivi. Il primo è l’uso improprio del termine Webcam. Immagino questi elefanti con la loro Logitech installata sulla proboscide che trasmette le immagini su MSN Messenger mentre chattano con una connessione UMTS con qualche amichetto pachiderma rinchiuso in qualche zoo. Il secondo motivo riguarda la possibilità di montare una telecamera sulla proboscide, fatto tecnicamente molto difficile e smentito dalle immagini stesse presenti nella galleria, in cui la telecamera (non una webcam) non è montata sulla proboscide. Per dovere di cronaca, viste comunque le immagini molto interessanti, riporto quella che è la realtà, ottenuta perdendo non più di 30 secondi di ricerche su Google. Le immagini provengono da un documentario realizzato in India da John Downer, il cui soggetto principale sono le tigri. Per documentare in maniera più dettagliata la vita delle tigri, la troupe ha avuto un’idea geniale: quella di usare gli elefanti per trasportare le telecamere nei luoghi dove si trovavano le tigri. Si tratta ovviamente di elefanti addestrati i quali hanno avuto la possibilità di accedere nei luoghi frequentati dalle tigri in maniera “disinvolta”, senza destare timore negli animali selvatici. Le telecamere che si vedono nelle foto si chiamano Trunk-Cam e hanno la forma di un tronco d’albero tagliato alla base così che si integri nell’ambiente senza spaventare gli animali. Tutte queste notizie vengono direttamente nella descrizione data al documentario sul sito di John Downer che potete leggere qui.

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Addio Dith Pran

Dith PranDith Pran ci ha purtroppo lasciati a causa di un maledetto tumore al pancreas. Forse questo nome a molti non dirà niente, ma probabilmente conoscete la sua storia. Dith Pran è il fotografo cambogiano le cui vicende sono state abilmente narrate nel film “Urla del Silenzio” (The Killing Fields) di Roland Joffrè. La notizia è arrivata direttamente dal suo amico e compagno di sventure Sydney Schanberg. Nel 1975 Dith riuscì a mettere in salvo Schanberg e altri giornalisti occidentali presso l’ambasciata francese in Cambogia, dopo l’arrivo dei Khmer Rossi nella capitale Phnom Penh. Purtroppo Dith non riesce a fuggire con i colleghi giornalisti e rimasto in Cambogia, iniziano per lui anni di terrore sotto la follia della “rieducazione” imposta dai Khmer Rossi per imporre la loro bestiale ideologia. Deportato nei campi di concentramento (dolcemente chiamati “campi di lavoro”) riesce a sopravvivere e a fuggire, riuscendo a rifugiarsi in Thailandia dove è stato successivamente identificato e poi rintracciato dal suo amico Schanberg. Il resto è storia. E’ triste pensare quanto sia crudele il destino. Un uomo sopravvissuto alla barbarie di un’ideologia criminale per quasi un lustro, deve arrendersi di fronte ad una malattia. A lui và un grazie per la generosità mostrata e per l’importante testimonianza che ci ha lasciato.

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Frattali che passione!

FrattaliI frattali come forma d’arte moderna, affascinante e misteriosa eppure così naturale. Ne abbiamo parlato in occasione del Fractal Art Contest 2007 e ne parliamo ancora una volta dopo aver gironzolato per la rete alla ricerca di nuove immagini dal forte impatto visivo. Ci siamo quindi imbattuti in questa galleria di frattali molto bella, con uno stile tutto particolare con immagini a volte inquietanti e altre che sembrano oggetti reali in chiave astratta. I nostri occhi vedranno foglie, piume, chele di granchio o conchiglie (dei veri frattali naturali). Ma la parte più interessante è lo strumento con cui sono state create queste bellissime immagini. L’autore si è affidato ad Apophysis, un programma freeware per la realizzazione di Fractal Flames (un tipo di frattali basato su particolari funzioni). Sul sito di Apophysis potete sia scaricare il software stesso, che leggere alcune guide d’uso con le quali fare pratica, così da poter creare opere d’arte frattali con le proprie mani.

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I 1000 luoghi da vedere almeno una volta nella vita

1000 posti da vedere prima di morireQuesta volta niente fotocamere, ma una bella segnalazione di un post apparso sul sito ColourLovers che mostra le più belle immagini raccolte da alcuni dei 1000 luoghi da vedere almeno una volta nella vita. ColourLovers è un sito che monitorizza e influenza le tendenze di colore in modo da indirizzare i lettori verso le giuste scelte quando si tratta di applicare i colori nel proprio campo di attività, sia essa una campagna pubblicitaria, una stampa o una realizzazione architettonica. Proprio in questa ottica, ColourLovers ha selezionato le immagini che potete vedere qui. Le immagini sono state raccolte da due siti in particolare. Il primo è “1,000 places to see before you die“, sito che si propone come punto di riferimento per tutti gli appassionati del libro omonimo. Il secondo è invece il gruppo su Flickr che porta lo stesso nome del precedente sito e del libro. Su entrambi si possono ammirare gli scatti presi nei luoghi più belli della terra, posti che bisognerebbe vedere con i propri occhi almeno una volta nella propria vita. Sappiamo però che un simile sogno è quasi impossibile da realizzare, quindi affidiamoci alle immagini offerte in questi siti. Non potendo viaggiare fisicamente lasciamoci trasportare dalla fantasia e dalla poesia dei luoghi. Chissà, forse un giorno potremmo goderci quello stesso scorcio con i nostri occhi.

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Olympus E-420, sei la più compatta al mondo?

Olympus E-420, sei la più compatta al mondo?Ormai è diventato un tormentone. Di sicuro Olympus con il suo claim ha stuzzicato curiosità e commenti da ogni angolo del pianeta. Tutti parlano e discutono delle dimensioni di questa nuova reflex, la E-420. Questa volta è Gizmodo a buttare giù due righe. In questo breve post viene fatta una rapida comparazione tra la piccola Olympus e la Nikon D40x le cui dimensioni sono del tutto paragonabili alla sua erede Nikon D60. Allora questa Olympus è la reflex più piccola del mondo? Buona lettura!

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Un filmato lungo 987 Polaroid

Molti di voi avranno visto film come Robocop, King Kong (quello degli anni ‘30) o i più recenti “La sposa cadavere” e “Nightmare Before Christmas“. Questi titoli sono accomunati da un elemento, ovvero la tecnica utilizzata per l’animazione di alcuni personaggi (il gorillone di King Kong e i robottoni della OCP in Robocop) o dell’intero film (”La sposa cadavere” e “Nightmare Before Christmas”). Questa tecnica prende il nome di “stop motion“. Per realizzare un filmato o un’animazione, non si fa altro che costruire la sequenza fotogramma per fotogramma, componendola quindi di tante immagini statiche. In pratica avviene più o meno la stessa lavorazione di un cartone animato, solo che al posto di disegni ci sono oggetti reali. Realizzare un filmato con questa tecnica è alla portata di tutti, oggi basta una fotocamera digitale e un software adatto allo scopo per ottenere validi risultati. Per realizzare qualcosa di molto carino, servono anche una capacità e una fantasia fuori dall’ordinario. E’ questo il caso del filmato qui sotto scovato su YouTube. L’ho scelto perché oltre ad essere molto ben fatto, è anche stato creato mediante l’uso di ben 987 istantanee Polaroid, marchio di cui abbiamo parlato più volte su questo blog.

Se vi piace l’idea, provate a cimentarvi anche voi!!

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Prime considerazioni sulla Olympus E-420

La nuova Reflex digitale compatta di OlympusIn questo periodo il mercato delle fotocamere reflex di fascia bassa è in fermento. Dopo aver parlato ieri della Nikon D60, oggi hanno iniziato a circolare in Rete le prime considerazioni su un’altra fotocamera che si confronta direttamente con la Nikon: la nuova Olympus E-420. Pubblicizzata come la reflex più compatta del mondo, la E-420 adotta un sensore da 10 megapixel ed è equipaggiata con un display da 2,7″ che, unito alla funzione live view, rende più versatile l’uso della fotocamera. In effetti le notizie riportate nella presentazione ufficiale di Olympus, oltre a fare molta pubblicità alle dimensioni ridotte della E-420, evidenziano la facilità d’uso e la ricchezza di funzioni presenti nella fotocamera. L’intento di Olympus è chiaro: offrire una reflex che sia compatta e facile da trasportare, ma che abbia anche tante funzioni comode per chi proviene dal mondo delle compatte, così da rendere la transizione meno traumatica. La Olympus E-420 sarà in vendita a fine Aprile.

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Recensita la nuova Nikon D60

Nikon D60Dpreview.com ha recensito la nuova reflex compatta di Nikon, la D60. Proseguendo nella fortunata serie di reflex compatte entry-level, Nikon ha voluto perfezionare ulteriormente la qualità che è alla base dei precedenti modelli. Rispetto alla D40X, la D60 offre in più un nuovo sistema di pulizia del sensore, la rotazione automatica dei menu sul display quando si usa la fotocamera in verticale, l’elaborazione del formato RAW direttamente nella fotocamera e soprattutto un nuovo kit 18-55 stabilizzato che offre prestazioni molto buone. Come sulle D40 e D40X anche la D60 non ha un motore interno per la messa a fuoco automatica, pertanto questa funzione sarà offerta solo con ottiche AF-S e AF-I. Per approfondire potete leggere l’intera recensione della Nikon D60 sul sito di DpReview.

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Fotocamera digitale Panasonic Lumix DMC-FX500

Panasonic Lumix DMC-FX500Panasonic ha presentato un nuovo modello della linea Lumix FX, la DMC-FX500. Modello di punta della serie, questa fotocamera compatta si distingue per alcune novità molto interessanti. La prima è l’adozione di un display touch screen da 3″ studiato per velocizzare l’utilizzo della fotocamera, potendo ora navigare nei menu in modalità combinata joystick/touch screen. Lo schermo è inoltre equipaggiato con tecnologia Intelligent LCD che rileva la luce ambientale adattando la propria luminosità di conseguenza. Nonostante si tratti di una fotocamera compatta, grazie alle ottiche Leica DC è stato possibile realizzare un grandangolo da 25 mm che dovrebbe assicurare una distorsione dell’immagine ridotta e una qualità molto elevata. Lo zoom ottico della Panasonic Lumix DMC-FX500 si attesta su un valore di 5x. Dotata di controlli manuali, questa fotocamera fornisce una serie di nuove funzioni tra le quali non va dimenticata la messa a fuoco che segue il soggetto anche quando questo si sposta nell’inquadratura. Se volete conoscere tutti i dettagli di questa nuova compatta Panasonic, consultate la pagina ufficiale sul sito di Panasonic.

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Goodbye my darling, goodbye Polaroid

PolaroidSono passate un po’ di settimane dall’annuncio dello stop definitivo alla produzione delle storiche pellicole istantanee Polaroid. Che piaccia o meno, la Polaroid è stata e sempre sarà un pezzo di storia della fotografia. Può sembrare banale affermare che l’idea di base di poter vedere immediatamente l’immagine catturata sia la stessa che ha portato al successo della fotografia digitale, ma la realtà è proprio questa. La notizia non ha sorpreso nessuno, infatti già un anno fa Polaroid aveva interrotto la produzione delle macchine fotografiche e il termine della produzione delle pellicole era solo questione di tempo. In un mercato in cui tutto e tutti sono concentrati sulla fotografia digitale, l’unica possibilità di sopravvivenza per queste aziende è quella di riconvertirsi ai formati elettronici, sperando  di non aver accumulato troppo in ritardo nel frattempo. Ci sono voci che ipotizzano la cessione a terzi delle linee di produzione, alimentando quindi la speranza di poter mantenere viva quella nicchia di utilizzatori ed estimatori delle foto ‘analogiche’ istantanee. Questa notizia però non è così funerea come può sembrare, perché la Polaroid può avere ancora un futuro. Proprio un anno fa avevamo parlato della Polaroid digitale e dai due prototipi della Zink; oggi, proprio grazie a Polaroid, è nata la stampante portatile ‘autonoma’ la cui commercializzazione dovrebbe partire entro il 2008. Il nome di questa stampante è The Polaroid Digital Instant Mobile Photo Printer e le sue caratteristiche sono elencate in questa pagina. Probabilmente l’idea di non produrre una fotocamera è la migliore, visto che non avrebbe senso vendere una fotocamera con la stampante integrata. Meglio, invece, una stampantina compatibile con diverse fotocamere di varie marche oltre ad altri dispositivi come i telefonini. Un prodotto del genere avrà successo? Difficile dirlo, sicuramente gli appassionati gradiranno un simile gingillo, ma aspettiamo di conoscere i prezzi. Sarà da questi che dipenderà il successo commerciale della stampante.

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  • Latente: Sul mio Blog ho scritto un articolo su come affrontare il canto del cigno della polaroid :)...

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